Giuseppe Zanotti, Scootering into Night

Giuseppe Zanotti, Scootering into Night

critica Poesia scritture autocritica commenti letture
banner uomo addormentato Ultima modifica: 21-01-2014

> Home > Gli ospiti > Anthony Robbins

Scootering into Night
(Mûrir, mourir; c'est presque le même mot. - V.H.)

These moist late-autumn afternoons
Sometimes a yellowing leaf will
Flatten itself on my windshield:

Filmy emblem of my ageing,
Faded and tattered flag of youth,

Delicate skeleton revealed,
Past ripe, turning to rottenness.

Spurred on, the Vespa seems to roar
Though others hear a waspish hum

And merely see a stingless wrinkly man,
His office duds and briefcase, his
Petty space in the maelstrom of the town.

     *

From this drizzly greyness how far
To that lush land of fragrant rain

Where at dawn the poet's car smashed
A white cockerel - was it sacrifice

To Ogun, god of the highway,
Or omen-flash? What auspice lies

In my leaf and what in the crushed
Bird's splattered feathers? Our more and more

Means ever less and less. One day we live:
Buzz, buzz, like puzzled wasps
Softly butting against a window pane.





In moto verso la notte
(Mûrir, mourir; c'est presque le même mot. - V.H.)


Talvolta una foglia ingiallita
S’incolla al mio parabrezza
in queste umide sere tardo autunnali:

Emblema traslucente del mio invecchiare
Stinta e slavata bandiera di gioventù andata.

Più che matura, la foglia rivela
lo scheletro delicato, e marcisce.

Spronata, la Vespa mi sembra ruggire
ma altri non sentono che uno stizzito ronzìo,

e vedono un uomo rugoso, senza pungiglione,
gli abiti d’ufficio, il ventiquattrore:
un breve spazio nel maelstrom del mondo.

     *

Quanto è lontana questa pioviggine grigia
da quella terra rigogliosa di scrosci fragranti

dove all’alba urtò l’auto del poeta
un gallo bianco in volo: era un sacrificio

a Ogun, dio delle strade maestre,
o lampo di presagio? Quale auspicio alberga

nella mia foglia e quale nelle piume del volatile
spiaccicate sul parabrezza? - Tutto questo

passerà. Il nostro volere sempre più
significa essere sempre meno. Viviamo un giorno,

ronzando, ronzando, come la vespa disorientata
che dolcemente cozza, cozza contro i vetri.


___________________________________________

Il poeta citato è Wole Soyinka ("Death in the Dawn" "Morte all’alba").