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BIANCHE NUVOLE SOPRA TOKYO
La pierre du mot a été jetée pour rien. (R. Barthes)
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Camera oscura questa notte
d’aprile. Sulla nuvola vedo capovolta
la stazione di Kanda. Doppio addio!
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Vento di marzo, nube, ti sospinge
verso alte finestre. Tu resisti!
Non alterarti alla vista dei mortali!
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S’approssima il tramonto. Primavera
annuncia già il ciliegio.
Fischia il tuo treno, direzione Chiba.
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Dall’alto la strada è pozzo scuro.
Nuvole in alto, riflesso di fanali.
Essere numerosi, grande inganno!
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Cartelli d’ideogrammi. Sulle punte
dei piedi adocchio un piatto di tempura.
Lei dice: That’s very impolite!
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La torre di Shinjuku è già satori.
Non più parole! Quale sarà il senso?
Passo e ripasso in treno. In me silenzio.
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Primo maggio nel verde di un giardino.
Dietro il fogliame si affaccia una montagna
di scuri nembi. Tuona. Prime gocce.
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Il solco del pennino si richiude
senza lasciare traccia. Vuoto il segno
circondato da rara efflorescenza.
Commenti
Grazia nella misura. [Paolo C.]
Nelle parole contate trovo preziosità, grande rigore espressivo.
Una sensibilità, altrove quasi “aristocratica”, che in questa bellissima poesia scolpisce preziosità, incanta, attira fortemente.
Si, è gia satori :)
Ultima modifica: 21-02-2012