Giuseppe Zanotti, Il piccolo, antico planetario di Eisinga.

Giuseppe Zanotti,

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banner uomo addormentato Ultima modifica: 16-05-2012

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Il piccolo, antico planetario di Eisinga

Dovremmo lasciare, ad Eise Eisinga,
la quiete di morto e la gloria degli opuscoli gratuiti.

Io non dormo però: sotto le palpebre
sventro ogni sera le tue intenzioni
per capire perché

(per vanità) lo costruisti. La fine del mondo,
e il timore degli allineamenti era pretesto.
Non avresti proseguito, trascorsi sette anni,
e diecimila piccoli dentelli dopo

(per orgoglio) certamente montavi ed incastravi
tra un carico di lana e l'invidia delle spezie.
Volevi le bocche aperte di quelli di Franeker,
ti allenavi ad inchinarti, per la visita di Re Guglielmo

(per vendetta) godevi a ridicolizzare i titoli acquisiti,
le Scuole frequentate da uditore.
Giocare al "resto d'Israele"
traforare dal basso il ventre di duemila Golia

(per incanto) partorivi il cosmo nel tuo salotto.
Centrini, the, Mercurio, il ritratto di papà
tendina bianca, Venere che gratta,
orbitalmente

(per pazzia) coltivavi ogni mattina le ossessioni
innalzando un opificio milli-ruotante
dove calcoli, giusti e rozzi, al calamaio
ti svengono in mano nell'oscurità dimensionale.