Giuseppe Zanotti, s.t.

Giuseppe Zanotti,

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banner uomo addormentato Ultima modifica: 21-01-2014

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s.t.

Non abito una domus. Stiamo
al quinto piano, dentro un'insula
coperta di mosaico bianco e
e strisce color mucosa. Ultimamente, quindi,
ho parlato con un giovane: aveva
due cani piccoli, ho minacciato di mangiarglieli
e siamo diventati più amici.
Ancora meglio è andata col tizio al pian terreno
con la moglie svedese che non so chi è.
Lui gioca a golf e gli ho spacciato l'unico aneddoto
(ambientato a colazione, in Scozia) di cui dispongo. Simpatia.

Il signore del secondo mi ha regalato un'arancia
tanto tempo fa.
Quello del sesto è vecchissimo
non mi riconosce mai: quando gli ho detto che la sua voce
finalmente era tornata (e non era merito del miele)
era sorpreso, forse spaventato.

La miliardaria dell'ultimo piano - della Svizzera? -
ha commercio con anziani plebei, nel baretto all'angolo.
Si favoleggia, di lei, dell'enorme appartamento e
delle tenute in Africa.
Il ragazzo sbandatissimo e oppresso del terzo
deve avere problemi forti. Mi sta simpatico.

Magari, una volta, potremmo trovarci tutti assieme.
Sarebbe bello non fosse
per una catastrofe. Diciamo a Natale, magari .

Stronze, vecchi, coppie di fatto e chiacchieroni
e anche Ugo, se non abbaia troppo.
Dai piani alti ipotizziamo di digerirci, a mano a mano,
tutti allegramente per le scale, secondo
natura e
gravità.

Bussi: apre. Saluti, e giù in ciabatte.
Ri-bussi, ri-apre e allora scendiamo come in un rumine
(e borbottiamo)
e approfondire la conoscenza dentro il reticolo
(sbriciolando gli imbarazzi)
e nell'omaso (che poi è la trippa)
per ridere sguaiatamente,che a me piace

e tutti insieme ci teniamo per mano
nell'abomaso che poi sarebbe forse, in questo caso,
l'androne a piano terra.

Non ti dico cos'è il portone.