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Ventisettesima e ventottesima puntata
Lettera II e Ultimi pensieri
Lettera II dal fronte occidentale (fine 1916)
Perdonami Marie!
Tu sola puoi perchè non so
se potrò mai da solo perdonarmi.
E Dio.
Marie potevo ucciderlo, Marie,
volevo farlo!
Un uomo da poco, un esaltato!
E uomini così non dovrebbero nascere,
Marie, e poi la rabbia Marie,
un uomo cattivo con la rabbia,
verso di noi,
che non vogliamo morire,
che non vogliamo uccidere, e il disprezzo.
E stavo lì con il rasoio in mano
e lui seduto
che mi dava del vigliacco e al comandante
e poi lo scoppio, Marie, una granata
a pochi metri,
un boato tremendo, una folata calda
sulle spalle e polvere,
schegge dappertutto e lui per terra
e io sopra di lui, con il rasoio in mano.
E lui non ha capito
che potevo ucciderlo, in quel momento
che volevo ucciderlo, ma poi,
mi sono fermato. e non l'ho fatto
e io, ringrazio Dio
che non l'ho fatto e poi mi sono alzato
e Marie cara, adesso se ci penso,
tremo.
Nessuno, sai, se ne sarebbe accorto
e sarei diventato un assassino
e come lui, Marie, peggio di lui.
Amore mio perdonami!
In questo posto si diventa pazzi!
Marie è così difficile per tutti
non perdere la strada,
rimanere umani.
Perdonami Marie!
Tu sola puoi perchè non so
se potrò mai da solo perdonarmi.
E Dio.
Marie potevo ucciderlo, Marie,
volevo farlo!
Un uomo da poco, un esaltato!
E uomini così non dovrebbero nascere,
Marie, e poi la rabbia Marie,
un uomo cattivo con la rabbia,
verso di noi,
che non vogliamo morire,
che non vogliamo uccidere, e il disprezzo.
E stavo lì con il rasoio in mano
e lui seduto
che mi dava del vigliacco e al comandante
e poi lo scoppio, Marie, una granata
a pochi metri,
un boato tremendo, una folata calda
sulle spalle e polvere,
schegge dappertutto e lui per terra
e io sopra di lui, con il rasoio in mano.
E lui non ha capito
che potevo ucciderlo, in quel momento
che volevo ucciderlo, ma poi,
mi sono fermato. e non l'ho fatto
e io, ringrazio Dio
che non l'ho fatto e poi mi sono alzato
e Marie cara, adesso se ci penso,
tremo.
Nessuno, sai, se ne sarebbe accorto
e sarei diventato un assassino
e come lui, Marie, peggio di lui.
Amore mio perdonami!
In questo posto si diventa pazzi!
Marie è così difficile per tutti
non perdere la strada,
rimanere umani.
Ultimi pensieri
Il tempo fuori cambia, fuori,
ricomincia a correre e dentro,
si chiude l'inutile attesa,
il dubbio che tutto ha reso immobile.
E come l'unico battito del cuore
poderoso che tutti li riassume
ora respiro.
***
Mi viene da ridere,
decrepito zoppo nello specchio
con la pistola in mano d'ordinanza.
Che patetica vista siamo! Noi,
due ferri vecchi!
E' stata lì una vita ad aspettare,
la risposta con me, una parola fine,
la parola di Dio che mi giustificasse
o, per lo meno, lo giustificasse.
***
Ho comunque seguito la Sua legge io,
per lui, non mi sono dannato.
Eppure io,
di cosa brucio dunque, io,
di cosa, sono responsabile?
E quante vite avremmo risparmiato
col sacrificio allora di una sola,
misera anima, la mia?
Quindi perchè?
***
E lì, semplicemente,
senza neppure porre la domanda,
a dare un senso finalmente
all'inizio del padre, alla sua fine,
mio figlio, che amava le pietre
e che pensava
che le pietre non fossero che un'altra
manifestazione del senso
dell'unico senso che ha, che condivide
ogni natura e la natura umana,
mi ha risposto.
***
Perchè io, per un istante solo,
sono stato padrone di un destino
che non era il mio, ma riassumeva
il vergognoso seme della fine
di troppi milioni di persone.
E dunque io, non chiamerò più Dio,
a farsi responsabile e colpevole
delle mie colpe.
Non è più la mia legge, io la rinnego,
non è più
quella che allora ho rispettato.
***
Di qui, serenamente, me ne vado in pace
e non m'illudo
d'espiare la colpa con un gesto
mille volte pensato, e tuttavia
con familiarità lo compirò
perchè si deve, sì, perchè se Dio
che non l'ha fatto allora,
vorrà dannarmi, adesso, che lo faccia:
il dito sul grilletto,
il freddo dell'acciaio sulla tempia,
gli occhi chiusi, per l'ultima volta
e finalmente poi, Marie
con giusta pace, poi,
più niente da dire su di me
né tra di me pensare.
Il tempo fuori cambia, fuori,
ricomincia a correre e dentro,
si chiude l'inutile attesa,
il dubbio che tutto ha reso immobile.
E come l'unico battito del cuore
poderoso che tutti li riassume
ora respiro.
***
Mi viene da ridere,
decrepito zoppo nello specchio
con la pistola in mano d'ordinanza.
Che patetica vista siamo! Noi,
due ferri vecchi!
E' stata lì una vita ad aspettare,
la risposta con me, una parola fine,
la parola di Dio che mi giustificasse
o, per lo meno, lo giustificasse.
***
Ho comunque seguito la Sua legge io,
per lui, non mi sono dannato.
Eppure io,
di cosa brucio dunque, io,
di cosa, sono responsabile?
E quante vite avremmo risparmiato
col sacrificio allora di una sola,
misera anima, la mia?
Quindi perchè?
***
E lì, semplicemente,
senza neppure porre la domanda,
a dare un senso finalmente
all'inizio del padre, alla sua fine,
mio figlio, che amava le pietre
e che pensava
che le pietre non fossero che un'altra
manifestazione del senso
dell'unico senso che ha, che condivide
ogni natura e la natura umana,
mi ha risposto.
***
Perchè io, per un istante solo,
sono stato padrone di un destino
che non era il mio, ma riassumeva
il vergognoso seme della fine
di troppi milioni di persone.
E dunque io, non chiamerò più Dio,
a farsi responsabile e colpevole
delle mie colpe.
Non è più la mia legge, io la rinnego,
non è più
quella che allora ho rispettato.
***
Di qui, serenamente, me ne vado in pace
e non m'illudo
d'espiare la colpa con un gesto
mille volte pensato, e tuttavia
con familiarità lo compirò
perchè si deve, sì, perchè se Dio
che non l'ha fatto allora,
vorrà dannarmi, adesso, che lo faccia:
il dito sul grilletto,
il freddo dell'acciaio sulla tempia,
gli occhi chiusi, per l'ultima volta
e finalmente poi, Marie
con giusta pace, poi,
più niente da dire su di me
né tra di me pensare.
Ultima modifica: 16-05-2012
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