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Il rapporto con la pistola napoleonica
Ovviamente l'odore;
sapete quanto l'odore sia la porta della genuina memoria,
la più sensuale, bestiale e profonda,
immune da revisioni e, quindi, imprudentemente sincera.
L'odore è la prima via a una felicità perduta della giovinezza:
l'odore dello zolfo
e del salnitro grattato dai muri,
di un tempo inclassificabile cronologicamente
e sentimentalmente, emotivamente infinito,
o mai finito.
Il fragore è la potenza incontrollabile,
o non così controllabile,
come lascerebbe intendere l'arma stretta fortemente nella mano.
Stringo la briglia del drago
per indicargli la direzione della vampata;
sono un domatore,
ho più coraggio del mio coraggio
e la vampata, dove tutta si gioca e libera
l'attenzione e la tensione,
si leva dalle fauci scaraventando il grumo di piombo
a una fine possibile.
Il nemico? La preda? L'aggressore?
E' poi caduto dietro la coltre che si dirada
o ancora è in piedi con l'arma tesa a rispondere
e sarà questo il mio turno di morire?
Attesa
Il mio traghetto per i mai conosciuti seriosamente ritratti
e partecipi della storia della repubblica Cisalpina
ha l'aria del gioco,
l'aria;
non sono mai stato di questi tempi e costumi,
un fuori tempo,
e il gioco,
un terribile gioco di fughe
intorno al tema dell'inadeguatezza.
Ultima modifica: 16-05-2012
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